





Quando ti cade
addosso la stanchezza
e sei così spento
che i pensieri
inciampano in rade
ragnatele di tristezza
e infinito e lento
sembra il tempo da ieri
trascorso invano,
opachi si fanno gli occhi
che lieti brillavano
come limpidi specchi
nella gioia, e in gola
urgente avanza il pianto,
né favola c’è che ti consola,
né aquilone al vento,
né mano amica
che al suo tepore sciolga
musica di saggezza antica
e il tuo dolore accolga.
Echi solitari
rotolano
fra i muri scorticati
dei vani giorni,
quali spogli filari
si avvolgono
contorti e disseccati,
e di strani contorni
ricamano
quest’alba menzognera.
Vaghi profili
d’ombre in preghiera,
echi solitari
dei vuoti giorni
nell’attesa che Dio ritorni.
(fm)
11 dicembre 2012
L | M | M | G | V | S | D |
---|---|---|---|---|---|---|
« dic | ||||||
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | |
7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 |
14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 |
21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 |
28 | 29 | 30 |
La Fata nel vento e altri racconti in rosso (Edizioni della Goccia – 140 pg) Prefazione di Alberto Sabbatini (Giornalista – già direttore di Autosprint e Auto) disponibile presso Edizioni [...]
Leggi tutto…Il vento muove i rami e la mimosa intorno spruzza qualche lacrima di cielo mentre il nero dipana in lenti stracci e l’azzurro intenso già traspare aria pulita di [...]
Leggi tutto…Una recensione a 5 stelle per la mia raccolta di racconti pubblicata su goodreads (piattaforma interamente dedicata ai libri e ai lettori) nel giorno della Giornata Internazionale della Donna del [...]
Leggi tutto…22 febbraio 2014 – Vicchio – Firenze Scrivere non è solo rappresentazione di mondi altri o mezzo che raccoglie e veicola sentimenti ed esperienze frutto di realtà o di immaginazione, [...]
Leggi tutto…
Dio ritorna sempre.
Anche se lo si respinge
coi pugni serrati
e le vene del collo gonfie
rimproverandogli
la nostra incapacità di amarci.
Dio è una madre
o un’amica testarda
che non s’arrende
e ti tende la mano
sull’orlo
del precipizio
incurante
se precipiterete
assieme.
Ti sosterrà nel volo.
T’insegnerà che al fondo
non vi è un baratro
ma il suo amore
avvolgente.
Infatti, questa è la mia immagine dell’Avvento,l’Avvento interiore di un’anima smarrita che anela il Padre.
Bisognerebbe solo
avere il coraggio
di lasciarsi Amare.
E’ splendida ! ed è bellissimo anche l’intervento di Giuseppe che condivido pienamente!