





Gocce di pioggia, sottili sottili,
così fredde che sembrano neve
e la tv che blatera e vomita voci.
Assassini, demoni e preti
E mani insanguinate che stringono croci.
Morte, riscatto, vendetta, onore.
Gocce che sembrano neve ma senza candore
e su tutto parole, parole sgarbate, gridate,
luci distorte, vicoli, fumo e un’atmosfera greve
sirene, luci, stridor di gomme in brusche frenate
e uomini duri, uomini seri, uomini veri
e donne discinte, truccate, risate,
e donne in vestaglie di lana,
donne ricurve su fornelli e su culle
e vetri infranti fra sogni spezzati,
pupazzi afflosciati, lenzuola strappate,
signori giurati, vostro onore ascoltate.
Gocce di pioggia, sottili sottili, che sembrano neve
e la tv che parla, che strilla, che canta, che balla.
E devi alzarti e andare a vedere
per scoprire se è un film o son cose vere.
(fm)
14 dicembre 2012
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Cara Francesca, la tua bella poesia, scritta come al solito affondando lo sguardo nella realtà, mi ha prodotto una suggestione. Non esistono che io sappia, poesie dedicate alle sofferenze delle donne violentate e uccise. Dal marito o dall’amante geloso, violento, affetto da sindrome bipolare. Violentate o uccise nell’androne buio di un palazzo, o sotto un cavalcavia d’autostrada, o in uno spiazzo di periferia fra spazzatura e brina. Mi piacerebbe leggere tante poesie su questo argomento, perchè le vittime – poveri angeli dimenticati – meritano almeno una poesia che ce le restituisca alla consapevolezza. Solo tu sapresti scriverle.
E’ vero, lo meritano, e questo è stato per me un primo tentativo di rivolgere il pensiero poetico verso una realtà tanto lacerante e lacerata…
parole tristi, parole vere. Purtroppo….