





Pubblicata su FB da Roberto Turrinunti il giorno Mercoledì 23 novembre 2011 alle ore 15.21
Mia dolce Alice,
oggi qui a Forlì la giornata è splendida. Il sole è un caldo richiamo alla vita.
Ho cominciato a leggere la storia, la tua storia ritratta come fosse un quadro, a tinte chiare ed oscure, dalle abili mani di Francesca Montomoli.
Nel tragitto da casa mia all’ufficio, dove sono ora, ho pensato a tante cose e le parole sono nate spontanee o forse è meglio dire “burrascose” e smaniose, come feti che spingono per conoscere la vita. Spingono per vivere e vedere finalmente la luce.
Il dolore che ha attraversato parte della mia vita, è il dolore che leggo in queste pagine.
La sensazione di vergogna nel trovarsi nudo in un letto disfatto e sgualcito, abbracciando in lacrime l’ombra di un sussurro che si spegne nel rancore e nel triste fallimento di una decade incompresa.
L’agonia del barbone che muore nel freddo, accompagnato da un silenzio irreale. Sdraiato sotto rotoli di carta straccia, sotto un ponte dimenticato, alle periferia di una grande città troppo grande e troppo chiassosa per farsi carico dell’umanità disperata di chi è condannato all’isolamento.
E poi la luce….quella voglia di lasciare tutto, non per fuggire, ma per ricominciare.
Dalla grazia meravigliosa del volo del falco, dalla paura nell’istante in cui sai di innamorarti di nuovo o forse per la prima volta.
Dalla voglia di fermarsi ad osservare la neve, un bianco strato di pura e incontaminata dolcezza che avvolge la piccola città, sotto le luci di un Natale da scoprire e da svelare.
Rifletto e sogno e sognando mi sento vivo perché di sogno tingo la realtà e la realtà è un istante che ora si, mi sembra perfetto.
Il tuo sorriso e le parole che sgorgano come un fiume in piena sono un stimolo per scrivere e, santo Dio… perché piango mentre scrivo? la ragione è la vita, la ragione sei tu e l’immagine di una donna che non ha paura, non sente più paura nonostante il passato pesi come un macigno e il futuro sia tutto da scoprire.
Nell’inevitabile desiderio di vivere, la vita diventa un presupposto ed è naturale stupirsi nel sorriso senza inganno mentre le paure, all’improvviso, si trasformano in pipistrelli e volano via prima che la luce dell’alba le accechi.
Vivere è un sogno, Vivere è un desiderio, vivere è Oggi cara Alice e la tua storia è già parte del mio cuore!
Grazie
Roberto Turrinuti
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